Filo, la startup nata su un campo da rugby

Filo, la startup nata su un campo da rugby
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18 Aprile 2018
Categoria: Un'Italia da Export

Con Andrea Gattini, uno dei founder di Filo, abbiamo parlato di una startup italiana nata per diventare una realtà leader nel settore dell’asset tracking a livello europeo.

Da dove nasce l’idea di Filo?

L’idea di Filo nasce su un campo da rugby a Marzo 2014 grazie ad InnovAction Lab, un percorso di 3 mesi che ha come obiettivo quello di sfornare veri e proprio talenti imprenditoriali. Tutti noi futuri fondatori ci siamo conosciuti durante un allenamento di rugby che aveva come scopo quello di insegnarci l’importanza di costruire un buon team e di investire continuamente nel team building. Il nostro credo è infatti che un gran team e un’execution perfetta prevalgono di gran lunga su una grande idea.

Da chi è composto il vostro team e quali sono le competenze più importanti per lo sviluppo e la crescita della vostra idea imprenditoriale?

Siamo partiti in 5 persone. Oggi dopo 4 anni il nostro team è cresciuto fino a contarne 16. Abbiamo un team con competenze molto eterogenee: in azienda c’è un reparto marketing, un reparto prodotto, un reparto vendite ed un reparto IT. Essendo un progetto molto tecnico che prevede sia conoscenza di prodotto/hardware sia software (per la realizzazione dell’app) posso dire che il reparto IT è assolutamente fondamentale.

Quali sono le principali difficoltà che una startup incontra nel mercato italiano?

Per una startup come la nostra che ha visto inserirsi in un mercato completamente nuovo e ad altissimo rischio, una delle più difficili sfide che abbiamo affrontato è stato quello di creare un prodotto che realmente aiuti le persone a risolvere un loro problema e soprattutto a fidarsi di noi. Un secondo grande problema è quello di attirare capitali di persone/fondi/grandi corporate che possano aiutarci a crescere sempre più rapidamente. In ultimo crediamo che in Italia il processo di digitalizzazione non sia ancora completo per cui, per una realtà altamente digitale come la nostra e questo ha rappresentato una grande difficoltà nel raggiungere i consumatori.

Quali mercati internazionali pensate siano più attrattivi per il vostro business e quali quelli dove trovare più facilmente investitori o finanziamenti?

A livello internazionale l’Europa vanta grandi possibilità di crescita anche se il tasso di difficoltà è probabilmente più elevato rispetto al mercato americano. Basti pensare che in Europa il processo di internazionalizzazione richiede di adeguare il proprio business a lingue/culture estremamente differenti mentre il mercato americano non ha un problema simile in quanto esiste una lingua unica. In ottica internazionale Paesi come Regno Unito, Germania, e Francia rappresentano una grande opportunità che Filo vuole cogliere per diventare un’azienda leader in Europa nel mercato dell’asset tracking.

Partecipare a programmi di supporto e tutoraggio offerti da incubatori ed acceleratori italiani genera un’utilità ed un vantaggio competitivo per una startup?

Decisamente si, specie per chi come noi sapeva ben poco di imprenditoria e soprattutto del mondo startup. Quello delle startup è un ecosistema che in Italia si sta sviluppando proprio in questi anni, anche se con tante difficoltà. Il nostro Paese sta cercando di adeguarsi ad una metodologia lean che in Silicon Valley è presente da moltissimi anni e ad oggi esistono tante iniziative attraverso cui entrare in contatto con le startup. Questa metodologia e questo mindset vengono trasferiti e assimilati con molta più facilità e velocità (concetto chiave per chi fa startup) se si è supportati da incubatori e acceleratori come per noi sono stati Luiss Enlabs e Pi Campus.

Quale consiglio dareste ai giovani startupper che intendono sviluppare una propria idea in Italia?

Il consiglio è quello di fare tanta “scuola”. Il mondo startup ha delle regole ben precise che devono assolutamente essere conosciute se si vuole intraprendere con successo questo percorso. A tutti gli aspiranti startupper dico di abituarsi al fallimento perché non ci sarà alcun successo senza uno o più fallimenti durante il percorso. Quello di noi startupper è un percorso dove più che contare i successi si contano i fallimenti per poi misurare quanto si è imparato da questi.

Obiettivi per il futuro?

Filo vuole diventare un’azienda leader nel settore dell’asset tracking. Abbiamo una visione chiare e vogliamo dare a tutti, persone e aziende, la capacità di sapere sempre. dove sono i loro oggetti più importanti.

Fonte: a cura della Redazione di Exportiamo, redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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