7 Motivi per Investire in Namibia

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09 Novembre 2020
Categoria: Focus Paese
Paese:  Namibia

La Namibia è classificata come uno dei Paesi migliori per fare affari in Africa. Scopriamo insieme i 7 motivi principali per i quali vale pena investire nel Paese dove c’è il sole per 300 giorni all’anno (anche per il business!).

Grazie alla sua stabilità politica e macroeconomica ed alla posizione geografica invidiabile, la Namibia rappresenta, a livello regionale, la porta di ingresso per le imprese straniere che intendono entrare nel mercato africano. Oltre ad un regime fiscale interessante per i capitali stranieri, il Paese dispone inoltre di infrastrutture di alto livello e di ingenti risorse naturali.

Vediamo nel dettaglio quali sono le ragioni per cui investire in questo Paese ancora tutto da scoprire.

1. Stabilità

La Namibia è un Paese affidabile e la sua costituzione è considerata come una delle più moderne al mondo.

A differenza di molti altri Stati africani dove le tensioni tra gruppi sociali sono all’ordine del giorno, in Namibia le istituzioni democratiche sono state instaurate in maniera pacifica e senza conflitti violenti, ed oggi tutti i cittadini possiedono un‘identità comune al di là del loro background etnico.

Inoltre, in relazione a diversi parametri come ad esempio buona governance, rispetto dei diritti umani, libertà di espressione, rispetto della legge, trasparenza e affidabilità politica, la Namibia occupa sempre le prime posizioni tra i Paesi a sud del Sahara in molte classifiche. Ad esempio, occupa il primo posto in Africa ed il 23esimo al mondo nel World Press Freedom Index che misura la libertà dei media, ed è il terzo Stato in Africa con il più basso livello di corruzione occupando il 52esimo posto su 180 Paesi del Corruption Perception Index.

2. Crescita economica

Fin dalla sua indipendenza, raggiunta nel 1990, la politica chiave intrapresa dal nuovo Governo è stata indirizzata al raggiungimento di una crescita economica costante che nel periodo tra il 2012 ed il 2016 si è assestata su una media annua del 4,8%. Attualmente, come del resto in tutto il mondo a causa della pandemia da Covid-19, si registra una recessione tutto sommato contenuta pari al -2,48%, ma il FMI stima per il 2021 una ripresa del +3,2%.

Inoltre, la Namibia vanta uno dei Pil pro-capite tra i più elevati dell’Africa (11.200 $ nel 2017), che, secondo la classificazione della Banca Mondiale, la qualificano come Upper Middle Income Country. Ciò significa che nel Paese si sta plasmando una classe media sempre più corposa la cui capacità di acquisto è destinata a crescere nei prossimi anni.

La principale attività economica è l’estrazione di minerali, che contribuisce per circa il 30% al PIL nazionale. Strettamente legato al settore estrattivo è quello manifatturiero che si basa essenzialmente sulla lavorazione dei minerali in particolare dello zinco. Per la parte non legata all’industria estrattiva, il comparto manifatturiero si basa sulla produzione ittica ed agroalimentare e sulle bevande. Completa il quadro macroeconomico del Paese il settore turistico (servizi, trasporti, hotel, alberghi, strutture ricettive, ristoranti ecc.), che negli ultimi anni è cresciuto in misura esponenziale arrivando a rappresentare più del 5% del PIL nazionale.

3. Risorse naturali

Essendo ricchissimo di risorse naturali, il Paese è il quarto più importante esportatore africano di minerali non combustibili, e il quinto produttore di uranio nel mondo. Una parte importante dell’estrazione mineraria riguarda l’attività estrattiva di diamanti e pietre preziose mentre altre produzioni di rilievo sono quelle riguardanti piombo, ferro, zinco, oro, argento, magnesio, marmo e tungsteno. Ultimamente sono state scoperte anche delle riserve di terre rare, cobalto e litio.

Inoltre ha a disposizione tutte le risorse per la produzione di energie rinnovabili (idrica, solare, eolica e biomassa) sulle quali sono stati previsti ingenti investimenti.

4. Accesso al mercato

La Namibia vanta una posizione geografica invidiabile, al centro dei commerci tra i Paesi dell’Africa meridionale ed i centri economici di Europa, Asia ed America.

Il Paese è, inoltre, membro di numerose organizzazioni africane come il SACU (Southern African Customs Union), volta alla realizzazione di libertà di movimento di beni, senza applicazione di dazi doganali all’interno di alcuni Stati africani (Botswana, Lesotho, Sud Africa, Swaziland) ed il SADC (Southern Africa Development Community), composto anche da Angola, Botswana, Congo Lesotho, Malawi, Mauritius, Mozambico, Seychelles, South Africa, Swaziland, e Zimbabwe avente come obiettivo la creazione di un’area economica integrata di oltre 300 milioni di consumatori.

5.Infrastrutture

La Namibia, col suo sbocco sul mare, può offrire a Paesi confinanti quali Botswana e Zambia la possibilità di esportare le loro merci facilmente senza che questi possano essere penalizzati dal fatto che non hanno accesso a vie marittime.

A tale proposito il governo ha iniziato a varare un piano per l’ammodernamento di infrastrutture strategiche tra i quali spiccano l’autostrada che collega il porto di Walvis Bay col Botswana e la costruzione dell’autostrada che collega la capitale Windhoek con Okahandja e l’ammodernamento di altre cinque arterie viarie sempre nel corridoio di Walvis Bay. Inoltre si sta procedendo all’ammodernamento di parte della rete ferroviaria, progettando l’estensione della stessa sia al Botswana che allo Zambia, così da permettere a questi Paesi di avere accesso diretto allo scalo di Walvis Bay.

Negli ultimi anni sono state sensibilmente sviluppate e modernizzate anche le reti elettrica, idrica e delle telecomunicazioni.

6. Investimenti

La Namibia è fortemente impegnata nell’attrazione di investimenti esteri finalizzati a promuovere lo sviluppo dell’economia, la creazione di occupazione e la crescita economica.

La legge sugli Investimenti Diretti Esteri del 1990 garantisce agli investitori stranieri lo stesso trattamento rispetto a quelli nazionali, un’equa compensazione in caso di espropriazione, il diritto al rimpatrio dei profitti e libero accesso alla valuta straniera. La stessa normativa ha istituito il Namibian Investment Centre che costituisce l’ufficio di promozione e facilitazione degli affari con la Namibia e che eroga servizi informativi, di assistenza e burocratici a favore dei potenziali investitori nel Paese.

7. Incentivi

La normativa in materia di “Export Processing Zones” (EPZs) ha previsto diverse agevolazioni di carattere fiscale per gli investimenti realizzati nel settore manifatturiero e in quello della produzione e commercializzazione di beni e prodotti destinati alle esportazioni in Paesi diversi da quelli aderenti al SACU. Per usufruire del regime EPZs, le società devono essere iscritte nel registro governativo e autorizzate allo svolgimento delle attività di esportazione; devono creare occupazione e devono dimostrare che il volume d’affari sia stato ottenuto dall’esportazione dei beni. Le principali agevolazioni fiscali sono le seguenti:

  • esenzione dall’imposta sul reddito delle persone giuridiche;
  • esonero dal pagamento dell’imposta sul valore aggiunto sulla cessione di beni o prestazione di servizi nell’ambito delle zone agevolate; nonché dell’imposta sul valore aggiunto e dei dazi doganali relativi all’importazione di beni;
  • rimborso del 75% delle spese di formazione sostenute per i dipendenti residenti in Namibia.

Nel complesso, la Namibia si presenta dunque come un mercato sempre più attraente al quale l’universo delle Pmi italiane dovrebbe cominciare a guardare con maggiore curiosità.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Miriam Castelli, redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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