Rivoluzione Energetica e Opportunità di Business in Brasile

Rivoluzione Energetica e Opportunità di Business in Brasile
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05 Novembre 2021
Categoria: Energia & Ambiente
Paese:  Brasile

Ricco di risorse naturali come pochi Paesi al mondo, il Brasile ha tutte le carte in regola per essere protagonista della transizione energetica. Dall’energia idroelettrica all’eolica alla produzione di idrogeno verde: sono numerose le opportunità di business nel Paese verde oro.

Da sempre pioniere nella generazione di energia idroelettrica, oggi il Brasile si colloca in un ristretto gruppo di Paesi all’avanguardia per l’energia rinnovabile e sostenibile.

La matrice energetica del Brasile si distingue per essere composta per il 48% da fonti rinnovabili, mentre nel resto del mondo questa percentuale si ferma al 14%, secondo i dati del Ministero dell’energia brasiliano. Per i Paesi appartenenti all’OCSE, si parla di numeri ancora più bassi, intorno all’11%. E se si guarda all’energia elettrica, l’85% è rinnovabile, rispetto ad una media mondiale che si attesta intorno al 28%.

È evidente, dunque, che la matrice energetica brasiliana sia una delle più rinnovabili tra le grandi economie mondiali. Significa che la maggior parte dell’energia prodotta e consumata nel Paese deriva da fonti rinnovabili come sole, vento, acqua e biomasse. Non a caso, il Paese è riconosciuto mondialmente nel campo dell’energia pulita e rinnovabile, grazie alla vastità delle sue risorse naturali che permettono di far fronte alla domanda energetica nazionale.

Oggi, per il suo enorme potenziale e per le nuove tecnologie che cominciano ad essere utilizzate, il Brasile ha tutte le carte in regole per diventare produttore ed esportatore di energia pulita nel mondo intero, in questo processo di transizione energetica che stiamo vivendo.

A favorire questo processo, indubbiamente, sarà anche la crisi idrica e le inevitabili restrizioni nel settore idroelettrico che stanno colpendo il Paese. Ciò lascia pensare che “sempre più imprenditori decideranno di investire in altre fonti rinnovabili”, come ha affermato André Flavio, direttore del settore energia di EY.

Dunque, la forte dipendenza del Paese dalla matrice idroelettrica è destinata a ridursi. Fino a 20 anni fa, l’85% di tutta l’energia del Paese proveniva da fonte idrica. Oggi, si parla del 65% e il restante 20% è stato sostituito con altre fonti e questo si deve, da un lato, alla difficoltà di impiantare nuove centrali idroelettriche nel Paese, dall’altro alla capacità limitata di raccolta dei bacini dei nuovi impianti.

È per questo motivo e grazie alla presenza di numerose risorse naturali che altre fonti rinnovabili hanno guadagnato sempre più forza.

Innanzitutto, negli anni ’80 si è vissuto il boom della bionergia utile per produrre etanolo. Successivamente, l’energia eolica e poi quella solare hanno cominciato a farsi spazio. Tuttavia, è opportuno ricordare che queste fonti non sono fonti continue. L’eolica e la solare dipendono dalle condizioni meteorologiche e la bioenergia ha una produzione stagionale. Per far fronte a questa discontinuità, il Ministero sfrutta anche le grandi risorse di gas naturale, cercando di diversificare al massimo le matrici e riuscire a rispondere alla grande domande energetica in maniera costante.

L’energia solare è quella che ha registrato, negli anni, l’aumento maggiore. Per la sua posizione geografica e la vicinanza all’Equatore, la luce solare non manca e l’utilizzo di pannelli solari ha permesso di ridurre notevolmente i costi. Negli ultimi 3 anni, l’energia solare centralizzata è cresciuta del 200% e quella distribuita, residenziale, del 2000%. Per il futuro, sono attesi investimenti pari a 100 miliardi di reais, che corrispondono al 28% di tutti gli investimenti previsti per il settore elettrico.

Per ciò che riguarda l’energia eolica, la capacità installata corrisponde già all’11%, di cui l’80% è localizzata nel nord est del Paese che già oggi è il 7° più grande produttore al mondo, mentre si stima nei prossimi dieci anni la capacità installata raddoppierà, senza considerare l’enorme potenziale rappresentato dagli impianti offshore, in alto mare.

Infine, le biomasse rappresentano il 27% di tutta l’energia prodotta, di cui quasi il 19% proviene dalla lavorazione della canna da zucchero.

Si può affermare, quindi, che la transizione energetica non è qualcosa di nuovo per il Brasile e le fonti rinnovabili sono preferite ormai da tempo. Fin dal secolo scorso si è scelta, infatti, l’energia idroelettrica e poi l’etanolo.
Tuttavia, nonostante questi numeri positivi, il 52% della matrice è ancora di origine fossile e i prossimi passi dovranno essere mossi proprio in questo settore, per poter raggiungere la meta della decarbonizzazione dei due principali settori che usano energia fossile: industria e trasporti. In questo senso, il Brasile può giocare un ruolo importante nella produzione di idrogeno verde, il combustibile del futuro.

Il Paese possiede, infatti, diverse risorse naturali che possono essere utilizzate per la produzione di idrogeno verde e numerose aziende nazionali e multinazionali già stanno pensando di avviare progetti in Brasile in questo settore.

Quali opportunità di investimento?

Il Paese sta vivendo una pesantissima crisi idrica, con impatto diretto sui costi di produzione di energia elettrica. Come si è detto, dunque, è il momento ideale per investire in altre fonti rinnovabili e sostenibili.
Nel PDE 2030, il piano di sviluppo energetico decennale, si prevedono investimenti per l’ammontare di 95 miliardi in gas naturale e 68 in biocombustibili.

Senza dubbio, viste le ultime gare d’appalto, con risultati più che positivi, si può affermare che i progetti brasiliani risultano ancora molto attraenti per gli investitori esteri, soprattutto grazie ai bassi tassi di interesse. Il Paese, di fatto, occupa l’11° posizione nell’indice di attrattività dei Paesi in energia rinnovabile, elaborato da EY.

Per il futuro, la previsione è che potranno essere costruite centrali “miste”, con impianti eolici e solari per aumentare la produttività, indipendentemente dalle condizioni meteorologiche.

Ciò che sarà garantito e attrarrà gli investitori saranno proprio la sostenibilità, dato che ogni progetto sarà sottoposto a un piano di valutazione ambientale, uno scenario previsibile e sicuro e un sistema regolatorio affidabile.
Il Brasile e l’America Latina, d’altronde, presentano ancora delle opportunità interessanti, con un ampio margine di crescita e sviluppo, e vale la pena pensare di espandere il proprio business in questa regione.

Per maggiori informazioni su come espandere il tuo business in Brasile, contatta IBS America Latina scrivendo a Mariavittoria Petrosino, m.petrosino@ibsal.com.br,  oppure compilando il form su questa pagina.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Mariavittoria Petrosino, redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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