Retail: Segnali Positivi per lo Sviluppo sui Mercati Internazionali

Retail: Segnali Positivi per lo Sviluppo sui Mercati Internazionali

20 Settembre 2023 Categoria: Retail

Torna la voglia di Europa, con la Francia indicata dal 50% delle aziende come principale paese di destinazione, seguita dal 42% di retailer che aprirà in GreciaSpagnaPolonia e Balcani.

Fino alla fine dell’anno è prevista una buona dinamicità nella gestione della rete commerciale italiana all’estero, trasversale su tutti i macrosettori, con un numero di aperture di nuovi punti vendita stimato in 2400, di cui 1390 diretti e 750 in franchising, a fronte di 260 punti vendita chiusi.

È questo il quadro che emerge dall’annuale rilevazione del Centro studi retail Confimprese in collaborazione con Global Strategy sull’internazionalizzazione delle aziende italiane e sui loro piani di sviluppo all’estero.

Rispetto alle rilevazioni degli anni precedenti, l’Europa torna al centro delle strategie di sviluppo internazionale, conseguenza diretta della pandemia che ha costretto le aziende a rivedere i proprio piani di crescita sui mercati esteri.  Non sorprende, dunque, che la Francia sia la meta prescelta dalla 50% delle aziende, seguita dal 42% di retailer che indica altri paesi Ue, tra cui  GreciaSpagnaPolonia e Balcani. Al di fuori dei confini europei il 33% delle aperture è previsto nei Paesi Arabi e il 17% in Cina.

I canali di sviluppo prioritari per le aperture indicati da 3 aziende su 4, prevalentemente di abbigliamento-accessori e altro retail sono centri commerciali, outlet, retail park. Approccio più trasversale, invece, da parte della ristorazione che prevede aperture anche nelle aree cittadine, e nel travel, stazioniduty freeaeroporti.

Il settore con le migliori prospettive di sviluppo è altro retail, seguito dalla ristorazione. Più limitate le stime su abbigliamento-accessori.

Ancora marginale ma in crescita la formula del master franchising, in particolar modo per quanto riguarda i settori di abbigliamento-accessori e ristorazione. Per circa l’81% delle aziende le strategie di nuove aperture estere nel 2023 risentono dell’attuale contesto socio-economico: a pensarlo è la totalità del settore altro retail, l’84% di abbigliamento-accessori e il 66% della ristorazione.

Quanto alle motivazioni che portano alla chiusura di punti vendita, risultano principalmente dettate da processi di razionalizzazione della rete già in corso e dalla riduzione dei ricavi nei Paesi esteri, indicate dalla metà dei rispondenti. Solo il 17% indica l’eccessiva onerosità dei contatti d’affitto e la scadenza del contratto con il franchisee.

“Le stime per il 2023 – commenta Mario Resca, presidente Confimprese – fotografano un’Italia che cresce e che punta all’estero come mercato di sbocco per conquistare quote di mercato in Europa e nel resto del mondo, dove permane l’interesse per i prodotti iconici del made in Italy. Apprezziamo che i prestiti Sace siano stati prolungati fino a dicembre 2023 per permettere alle imprese di ottenere liquidità in tempi brevi garantendo continuità alla loro operatività. È importante l’azione di supporto del nostro sistema Paese per rispondere all’urgenza del momento e rafforzare il posizionamento strategico del made in Italy sui mercati di domani”.

Fonte: a cura della Redazione di Exportiamo, redazione@exportiamo.it

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