Cos ’hanno in comune Lamborghini, Danone, IRIS Ceramica e Aboca? Sono tra le 50 aziende più brillanti del 2022. Le loro storie di successo sono inserite nel prossimo libro di Kotler & partners, previsto in pubblicazione a novembre 2021.

Per la prima volta al mondo, un volume di marketing si concentra sui casi concreti di ogni mercato. “Essentials of Modern Marketing” sarà infatti pubblicato in oltre 100 Paesi del mondo, ognuno con i casi di studio dedicati.

Il progetto è già stato definito dal Daily Times come “Il libro del ventunesimo secolo sul business, il marketing e il management”, e da Il Giornale delle PMI come “La bibbia del marketing moderno”.

Noi di Exportiamo.it abbiamo l’onore e il piacere di intervistare in esclusiva il Prof. Gabriele Carboni, game-changer delle strategie di marketing digitale. É proprio il co-fondatore di Weevo ad avere ideato il progetto BeBrilliant per il mercato italiano, e a selezionare le aziende da raccontare nel volume di Kotler.

Kotler Impact e il libro “Essentials of Modern Marketing” nascono da un’idea del padre del marketing moderno, il Prof. Philip Kotler, il massimo esperto mondiale di marketing strategico e fondatore e presidente del World Marketing Summit Group.

Kotler Impact ha un obiettivo: influenzare le aziende e le nuove generazioni verso la sostenibilità finanziaria, ambientale e sociale.

D: BeBrilliant è il nome dell’iniziativa relativa al libro “Essentials of Modern Marketing” per il mercato italiano. Com’è nato il progetto?

R: Quando ho conosciuto per la prima volta il Prof. Philip Kotler, teneva una conferenza a Milano. Sul palco raccontò di come, secondo lui, l’Italia non ha più grandi innovatori da Leonardo da Vinci. Così, avendo l’opportunità di intervistarlo al termine dell’evento, gli ho fatto notare che non ero d’accordo. Probabilmente, non abbiamo un Elon Mask che prova a portarci su Marte, e ahimè le aziende e gli imprenditori italiani non sono bravi a raccontarsi e a comunicare come altri. Però abbiamo un tessuto di Piccole e Medie Imprese unico al mondo. Imprese brillanti, eccellenze, che fanno anche innovazione. Eccome se la fanno. Purtroppo, le idee brillanti e le innovazioni delle aziende italiane, finiscono spesso in altri Paesi. Penso, ad esempio, al comparto meccanico di Modena, che lavora in sub fornitura per la Germania. A quel punto sono Bosch o BMW a comunicare l’innovazione, che però, nasce dalle nostre aziende. Questo è solo uno degli esempi che possiamo fare. Grazie al progetto BeBrilliant sto scoprendo realtà uniche al mondo, che proprio per la loro dimensione rimangono sconosciute ai più.

D: Il progetto, quindi, non è solo dedicato ai grandi brand, ma anche alle PMI?

R: Sì, esatto. É bello poter raccontare i grandi brand che tutti conoscono, ma ho fortemente voluto che il progetto BeBrilliant fosse alla portata anche di piccole imprese e startup. Il mio obiettivo è di dimostrare, o meglio ricordare, al Prof. Kotler e al mondo che l’Italia è ricca di eccellenze.

D: Il progetto non si è concluso, ed è ancora possibile aderire. Quali sono le difficoltà che stai riscontrando nel coinvolgere le PMI?

R: Questo è davvero un paradosso. Molte PMI non si sentono all’altezza del progetto, hanno paura di sfigurare. La verità è che sono quelle le aziende con le storie più avvincenti da raccontare. Credo che le piccole imprese italiane debbano prendere coraggio e iniziare davvero a condividere le loro storie. Per scovare queste eccellenze ho messo insieme un ampio team di consulenti di altissimo livello che mi aiutano nella selezione. Cito, tra gli altri, Leonardo Ristori, Domenico Casaleno, Marco Giannetti e Valentina Ursic. Diversamente mi sarebbe impossibile arrivare a conoscere le numerose realtà brillanti del nostro Paese.

D: All’interno del volume ci sarà anche un tuo capitolo, dedicato alla strategia digitale post-pandemia. Ce ne puoi parlare?

R: La pandemia ha messo moltissime aziende e persone in difficoltà. In modo reattivo e resiliente, però, le aziende hanno cominciato a guardare al digitale come opportunità, non solo per uscire dalla crisi, ma anche per sviluppare nuovi prodotti e servizi. In questo contesto, il marketing digitale non è più solo uno strumento di comunicazione, ma una leva strategica imprescindibile che pone le proprie basi sui valori dell’azienda, ancora prima che sul prodotto o il servizio che offre.

D: Quali sono le caratteristiche che un’azienda deve possedere per entrare a far parte del progetto BeBrilliant?

R: Come amo dire spesso e volentieri, se l’azienda è sul mercato da anni, così allo stesso modo se una startup prende forma, è perché ha un Marketing Distinguo preciso, qualcosa che la distingue concretamente dalla concorrenza. Questo, però, è solo uno dei parametri di selezione. I casi di successo che ci interessa raccontare del libro sono anche quelle di innovazione di processo, di relazione con la comunità, con l’ambiente e con le persone che operano all’interno dell’azienda.

É possibile avere maggiori informazioni sul progetto BeBrilliant e candidare la propria azienda sul sito dedicato all’iniziativa

Fonte: a cura della Redazione di Exportiamo, redazione@exportiamo.it

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