Se l’Export Traina il Made in Italy, il Digitale Può Fare da Volano per la Crescita

Se l’Export Traina il Made in Italy, il Digitale Può Fare da Volano per la Crescita
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17 Novembre 2022
Categoria: Digital Export

L’esportazione rappresenta il cardine dell’economia nazionale con l’Italia che da sempre si è guadagnata l’etichetta di Paese che guarda con motivato interesse al mercato estero. Una vocazione confermata dai numeri degli ultimi anni che segnano una tendenza in crescita, con i prodotti Made in Italy che hanno fatto registrare un’espansione del 18,2%, tanto da raggiungere e superare i livelli pre-pandemia. L’aumento della richiesta dei prodotti italiani sui mercati internazionali si registra soprattutto nell’Unione Europea, dove si è rilevata una crescita più sostenuta (+20,0%) rispetto ai mercati extra UE (+16,3%).

Nell’attuale panorama sta emergendo per molte imprese, la necessità di cambiare radicalmente il modo di gestire il proprio business, iniziando dalla ridefinizione dei modelli di sviluppo, puntando contemporaneamente su innovazione, digitalizzazione e internazionalizzazione, e proseguendo con la definizione delle migliori strategie di espansione e dei processi operativi più efficaci. Ed è proprio dalla congiunzione di internazionalizzazione e digitalizzazione che possono arrivare i risultati più interessanti, soprattutto per quelle imprese che hanno già compreso il potenziale del digital export.

In un recente seminario organizzato da Netcomm, il Consorzio del Commercio Digitale Italiano, sono emersi dati sorprendenti proprio sulle vendite effettuate da siti web italiani a clienti stranieri che sono paradossalmente inferiori rispetto agli acquisti effettuati da clienti italiani su siti web stranieri. Si è esattamente così, un Paese esportatore come l’Italia si affida evidentemente a canali di vendita tradizionali e sicuramente ben collaudati per esportare e vendere i propri prodotti sui mercati esteri, tralasciando o comunque non facendo abbastanza sui canali digitali. Tale bilancia commerciale negativa per il nostro Paese, dimostra come vi sia ancora un grave ritardo in digitalizzazione da parte di quelle imprese italiane che non hanno compreso appieno le potenzialità di una presenza online in termini non solo di vendite (su propri siti e/o marketplace) ma anche di generazione lead e brand awarness.

Sebbene non ci sia proprio da allegrarsi, i dati dell’export digitale sono comunque crescenti come da grafico pubblicato dall’Osservatorio Export digitale della School of Management del Politecnnico di Milano su dati Istat e dell’Italian Trade Agency.

Proprio per questo motivo, proprio l’Italian Trade Agency mette a disposizione servizi per supportare le imprese in ambito digitale: la blockchain grazie ad un accompagnamento rivolto alle PMI in fase di registrazione per poter tracciare i propri prodotti; l’e-commerce per assistere coloro che vogliono aprirsi ai mercati internazionali online o sui più grandi marketplace (Alibaba, Amazon); fiere smart 365 per organizzare fiere digitali B2B ed infine, export.gov.it che è un portale di riferimento che permette alle aziende di orientarsi in termini di export.

Ad oggi, se guardiamo la percentuale di imprese italiane che utilizzano un e-commerce è solo del 13% rispetto ad una media europea del 18%. Questo fa chiaramente emergere di come ci sia un ampio potenziale, che se viene sfruttato nel modo giusto permetterà alle nostre imprese di crescere non solo sul mercato domestico ma anche, e soprattutto, su quello internazionale.

Spetta a tutti gli operatori economici coinvolti (istituzioni pubbliche e private, società di consulenza, etc.) un’opera di evangelizzazione digitale sul tessuto imprenditoriale italiano.

Il Dott. Rosario Corrado Mancino CEO della CM Advisor srl, società di consulenza aziendale e comunicazione, specializzata in servizi di internazionalizzazione, finanziamenti agevolati, innovazione e digital marketing, traccia i passi che ogni impresa anche micro dovrebbe mettere in atto per rendere più attuali le proprie strategie di sviluppo: “Le leve di crescita sono rappresentate dagli investimenti in tecnologie digitali ed internazionalizzazione, da quelli in supply chain e in implementazione di processi in grado di aumentare produttività dei dipendenti e fatturato”. Ed aggiunge, “CM Advisor supporta le imprese nell’implementazione dei propri processi produttivi fornendo supporto anche nello sviluppo commerciale nei mercati esteri, sia con tecniche tradizionali che digitali. Molte imprese non dispongono di un ufficio export e non hanno competenze trasversali in ambito digitale. Il nostro supporto va in quella direzione, aiutarle a crescere maturando know-how proprio con il quale rafforzare la propria stabilità e presenziare i mercati esteri”.

Come appare evidente, la vera sfida in atto è quella di riuscire a coniugare attività tradizionali con quelle digitali sincronizzando le une con le altre in modo da rispondere con più efficaci ed efficienza alle sfide presenti e future.

Fonte: a cura della redazione di Exportiamo, redazione@exportiamo.it

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