Tennessee, dove il business è di casa

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18 Aprile 2016
Categoria: Focus Paese
Paese:  USA

Il Tennessee si trova al centro del quadrante sud orientale degli Stati Uniti d’America e confina con ben 8 differenti stati: Kentucky e Virginia a Nord, Alabama e Georgia a Sud; North Carolina e Mississippi ad Est e infine ad Ovest con Arkansas e Missouri.

Il nome dello Stato deriva da quello dell’omonimo fiume, il Tennessee, il quale ad oriente percorre tutto il territorio da nord a sud per poi scorrere in Alabama e rientrare nella parte occidentale, risalendo da sud a nord e dividendo di conseguenza il territorio dello stato in tre parti distinte, riconosciute sia a livello geografico che culturale all’interno del territorio del Tennessee, presentando caratteri di omogeneità geografica e culturale.

La stessa bandiera del “Volunteer State” - così è soprannominato il Tennessee in ricordo del contributo dato dai suoi volontari durante la guerra anglo-americana del 1812 - presenta tre stelle, una per ogni parte di territorio ad est del fiume Tennessee, tra i due rami dello stesso che attraversano lo Stato e ad ovest e dividono di conseguenza il territorio in orientale, centrale e occidentale.

Il Tennessee orientale è caratterizzato da una zona montuosa al confine con la Carolina del Nord dove si trova la catena delle Blue Ridge Mountains (2.025 m sul livello del mare).

Spostandosi verso ovest si aprono le vallate fertili formate dai tanti affluenti del fiume, che qui ha origine, e il cui fondovalle demarca il confine con il Tennessee centrale, si tratta di una regione pianeggiante a circa 500 m sul livello del mare.

Procedendo verso ovest vi è invece il bacino centrale o bacino di Nashville, al centro del quale si trova appunto la capitale dello Stato, che presenta un terreno pianeggiante e molto fertile.

Infine, tra i fiumi Tennessee e Mississippi si trova il Tennessee occidentale, caratterizzato da altitudini molto modeste, terreno pianeggiante o collinare e in alcune zone lungo il Mississippi, anche paludoso.

La posizione del Tennessee unita all’importante etica del lavoro e alla presenza di istituzioni orientate a favorire il business hanno portato l’attenzione delle imprese di tutto il mondo sullo stato e sui suoi oltre 6 milioni di abitanti - XVII^ stato più popoloso della federazione – che rappresentano plasticamente l’abbondante disponibilità di manodopera qualificata in grado di soddisfare le esigenze di qualsiasi realtà aziendale.

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A livello internazionale sono molte ed importanti le industrie con sede in Tennessee (Dell, Inc., Bridgestone/Firestone Inc., Nissan North America, Inc., ecc.) e non manca anche la presenza di aziende italiane.

Andando ad approfondire la composizione del PIL dello stato, emerge come il contributo maggiore provenga dai servizi (21,9%) seguito dalle attività manifatturiere (18,3%), dal commercio (17,8%) e da finanza, servizi assicurativi ed immobiliari (15,2%).

Il Tennessee è tra i maggiori produttori degli Stati Uniti di marmo e zinco mentre, per quanto riguarda l’agricoltura, le risorse principali sono rappresentate dall’allevamento di bovini e suini, dall’industria casearia e dalla coltivazione di soia, tabacco, foraggio, cotone, mais, grano, sorgo, fagioli, pomodori, meli e peschi.

Le risorse forestali garantiscono ingenti riserve di legname impiegato nelle cartiere e nell’industria delle costruzioni e del mobile ben sviluppata sul territorio. L’industria manifatturiera produce abbigliamento e tessili, apparecchiature industriali, materiale per il trasporto, automobili e attrezzature elettroniche e sono molto importanti le industrie chimica, alimentare, tipografica e metallurgica, oltre ad ospitare il più importante distretto ceramico degli Stati Uniti.

Il Tennessee è famoso anche per il contributo dato alla musica e allo spettacolo mondiale con Memphis e Nashville ad occupare un posto importante non solo nell’industria musicale ma anche nell’immaginario collettivo.

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Memphis negli anni cinquanta divenne il più importante centro di registrazione musicale degli Stati Uniti, palcoscenico per la carriera di tantissimi artisti e star americane e su tutti naturalmente, non si può non ricordare il mito di Elvis Presley, con Graceland - la villa dove è sepolta la rockstar - che ogni anno attira migliaia di visitatori.

Nashville è soprannominata la città della musica perché è la sede del Grand Ole Opry (famoso programma radiofonico di musica country), della Country Music Hall of Fame e di molte case discografiche. Nella città vi è anche la sede della Gibson ovvero una delle più grandi aziende produttrici di chitarre e bassi elettrici che insieme alla Fender rappresenta l’idea stessa di chitarra elettrica.

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La capitale del Tennessee è stata anche definita l’Atene del sud-est degli Stati Uniti per la presenza dei numerosi istituti scolastici e per l’architettura classica di molti dei suoi edifici e nel 1876, in occasione del centenario della dichiarazione di indipendenza, in uno dei parchi della città fu anche eretta una copia del Partenone.

La competitività del fare impresa nello stato è rappresentata dalla presenza di regole chiare e di una burocrazia non invasiva che favorisce il naturale sviluppo del business in uno stato che può contare su una posizione altamente strategica all’interno dell’immenso mercato statunitense e che può vantare anche un ottimo livello di connessione con il mondo rappresentando uno degli stati leader per esportazioni all’interno della Federazione.

Sono queste le ragioni alla base della scelta fatta ad esempio dai maggiori gruppi ceramici internazionali - tra cui alcune delle principali aziende italiane – che hanno deciso di aprire una propria sede nello Stato americano.

SACMI ad esempio - gruppo internazionale con base in Emilia-Romagna leader mondiale nei settori delle macchine per Ceramics, Packaging (inclusi Beverage e Closures&Containers), Food e Automation - ha recentemente inaugurato una nuova filiale della SACMI USA nello Stato.

SACMI USA opera sul mercato americano già dal 1994 fornendo assistenza e ricambi nel settore ceramico e può inoltre contare su un’officina per la produzione e rigenerazione di punzoni e stampi.

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La nuova unità si trova nel comune di Brentwood ed è già attiva dalla fine di febbraio con il magazzino ricambi ed il servizio di assistenza per i clienti locali mentre sono in fase di ultimazione la costruzione degli uffici e dei locali di servizio.

D’altronde come dimostrano i dati di Confindustria Ceramica nel 2015, la crescita sul mercato USA in termini di valore è stata importante per le nostre esportazioni (+32%), confermando gli States il principale mercato di sbocco della piastrella Made in Italy e, di conseguenza, il punto di riferimento per tutti i principali fornitori di tecnologia come appunto la SACMI.

In tutt’altro settore è stato invece recentemente annunciato un nuovo importante investimento italiano in Tennessee.

Il mirino della Beretta, storico brand bresciano leader mondiale nella produzione di armi, infatti continua a essere puntato sugli Stati Uniti.

Negli ultimi anni dopo l’acquisizione tramite la controllata tedesca Steiner di due società nordamericane che realizzano prodotti e sistemi per la visione notturna - STS e Diffraction - la holding, i cui ricavi derivano per circa il 50% dal mercato statunitense, ha annunciato l’avvio di un nuovo sito produttivo a Gallatin, una cittadina da 30.000 abitanti dove in un anno e mezzo è stato costruito un polo industriale da 15.000 metri quadri con un investimento globale da 45 milioni di dollari.

Il nuovo stabilimento che ospita l’intera divisione di Ricerca e Sviluppo e tutta la produzione della Beretta USA, si affianca alla storica sede in Maryland aperta nel 1977 a Accokeek.

La scelta del Tennessee è stata il risultato di una valutazione effettuata su oltre 80 potenziali siti per la localizzazione, proprio in ragione della politica pro-attiva nell’attrazione degli investimenti stranieri e del supporto fornito dalle autorità locali.

Questi due esempi rappresentano come sono diverse e molteplici le ragioni per scegliere il Tennessee, una realtà capace all’interno della Federazione a registrare negli ultimi anni la crescita più alta del PIL senza mettere in discussione la sua identità, ma riuscendo a trovare un equilibrio non sempre scontato tra tradizione e innovazione.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Antonio Passarelli, redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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