Come esportare cosmetici in Corea del Sud: normativa, documenti ed etichettatura

Come esportare cosmetici in Corea del Sud: normativa, documenti ed etichettatura
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19 Agosto 2019
Categoria: Health & Care
Paese:  Corea del Sud

Nel precedente articolo, abbiamo parlato in generale del settore cosmetico in Corea del Sud e delle opportunità di business per le imprese italiane. Oggi invece analizziamo l’aspetto normativo ed il processo di esportazione/importazione.

In Corea del Sud il settore della cosmetica è regolamentato dal Ministry of Food and Drug Safety (MFDS), e la più importante base giuridica per la regolamentazione e l’amministrazione dei cosmetici è il Cosmetic Act. Il primo “Cosmetic Act” è stato emanato il 7 settembre 1999 ed è entrato in vigore il 1° luglio 2000. Da allora l’MFDS ha modificato più volte la regolamentazione, emanando diversi Regulatory Acts, Amendments, Guidelines che rendono la normativa in materia di cosmetici più completa.

In base al Cosmetic Act, i cosmetici in Corea sono suddivisi in due categorie: Functional Cosmetics e Regular Cosmetics. I Regular Cosmetics possono essere prodotti/importati senza registrazione ma sono soggetti alla supervisione post-market. I functional cosmetics invece sono soggetti ad una complessa procedura di valutazione e approvazione da parte della MFDS prima della commercializzazione. I cosmetici «funzionali», che in precedenza comprendevano soltanto prodotti sbiancanti, antirughe e creme solari, a partire da giugno 2017 comprendono anche i coloranti per capelli, i nutrienti per i capelli e i cosmetici che aiutano a proteggere la pelle danneggiata.

L’MFDS effettua un controllo solo sui cosmetici funzionali per l‘ottenimento del pre-market approval. Per tutti gli altri cosmetici “regolari”, la Korea Pharmaceutical Traders Association (KPTA) è stata autorizzata dalla MFDS a rivedere e certificare le richieste di autorizzazione all’importazione presentate dall’importatore coreano.

Per condurre operazioni commerciali in Corea del Sud ai sensi della normativa vigente, un’impresa che intende produrre cosmetici deve essere registrata come «manufacturer», mentre un’impresa che intende importare e successivamente commercializzare cosmetici deve essere registrata come «Marketing authorization holder» (MAH).

Nel 2016, le aziende registrate come MAH erano 1.335. Tra queste, 865 erano agenti/distributori, 200 filiali commerciali e 270 tra importatori paralleli e altre tipologie di soggetti operanti.

Procedure, tempistiche e documentazione per l’esportazione

Per quanto concerne i Regular Cosmetics, non è richiesta la registrazione al MFDS, dunque sarà necessario trasmettere al KPTA la richiesta di autorizzazione all’importazione (necessaria per ogni spedizione) che generalmente viene approvata entro 7 giorni, a fronte della presentazione all’autorità competente dei seguenti documenti: Certificate of Manufacture, Free Sales Certificate e BSE Free Certificate.

Per i Functional Cosmetics, invece, è necessario effettuare la registrazione all’MFDS presentando, oltre ai documenti richiesti per i Regular Cosmetics, anche:

- specifica del prodotto finito;
- metodo di dosaggio e identificazione degli ingredienti attivi nel prodotto;
- campioni;
- formula;
- dati di efficacia in relazione al grado di complessità del prodotto.

L’approvazione da parte del MFDS potrebbe richiedere dai 4 ai 6 mesi. Una volta effettuata la registrazione, sarà possibile richiedere l’Import permission al KPTA, inviando la documentazione unitamente alla lettera di approvazione dell’MFDS.

Pertanto, l’impresa straniera che intende commercializzare cosmetici in Corea del Sud deve innanzitutto capire in quale delle due categorie rientrano i propri prodotti.

In termini di etichettatura, i prodotti cosmetici devono essere conformi ai requisiti specifici sanciti dal Cosmetic Act. Particolare attenzione deve essere prestata alla lingua, ai claim ed al prezzo utilizzati sulle etichette. Secondo la normativa, è necessario riportare in etichetta le seguenti informazioni:

Per l’imballo primario:

1. Nome del prodotto;
2. Nome del titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore;
3. Numero di Lotto;
4. Data di scadenza o periodo dopo l’apertura (PAO)

(In caso di indicazione del PAO, la data di produzione deve essere etichettata insieme al PAO).

Per l’ imballo secondario:

1. Nome del prodotto;
2. Nome e indirizzo del titolare e del produttore dell’autorizzazione all’immissione in commercio;
3. Nome di tutti gli ingredienti (ordine decrescente) per quantitativi > 50 ml (g);
4. Nome degli ingredienti designati per quantitativi > 10 ml(g) e 50 ml (g);
5. Volume o peso del contenuto (dovrebbe essere in ml o g.);
6. Prezzo;
7. In caso di cosmetico funzionale, la parola “기능성 화장품” (cosmetico funzionale);
8. Precauzioni per uso in conformità̀ con l’Enforcement Rule of Cosmetic Act;
9. In caso di cosmetici funzionali, efficacia, modalità̀ d’uso, avvertenze approvate da MFDS;
10. Codice a barre;
11. Informazioni sul call center, indirizzo, sito web («Cambio o rimborso» se il prodotto ha problemi).

L’etichetta deve essere scritta in coreano, ma può includere anche altre lingue. Nel caso di prodotti importati nel Paese, è possibile apporre l’etichetta coreana anche in un secondo momento, ovvero una volta che il prodotto ha superato la dogana, quando si trova all’interno del magazzino del distributore.

Inoltre, il MAH ha l’obbligo comunicare annualmente all’MFDS l’elenco degli ingredienti utilizzati nei cosmetici che verranno inseriti in un apposito database contenente l’elenco degli ingredienti sviluppato dal MFDS.

Per un’impresa italiana avere un partner coreano qualificato, che sia esso importatore o distributore, è fondamentale per penetrare con successo il mercato, e questo per due motivi principali: in primo luogo, i distributori coreani conoscono bene i loro clienti e concorrenti e possono monitorare i cambiamenti del mercato; in secondo luogo, l’importatore/distributore del fornitore estero deve presentare i documenti richiesti al MFDS o al KPTA per ottenere la pre-market licence.

La complessità rappresentata dall’ingresso in un Paese geograficamente e culturalmente lontano dal nostro è sempre una sfida per le aziende italiane che intendono sviluppare la propria presenza all’estero. Tuttavia, in questo caso specifico, le aziende che portano un vantaggio innovativo, sono pazienti e mostrano un vero impegno nel mercato coreano, in genere trovano opportunità gratificanti e partner fedeli.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Emanuela Provenzano, redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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