Automotive: dal 1° gennaio in Cina è Consentita la Piena Proprietà anche per le Imprese Straniere

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07 Febbraio 2022
Categoria: Meccatronica & Automotive
Paese:  Cina

Novità importanti sono state introdotte dal governo cinese all’inizio del 2022 per quanto riguarda il settore automotive. Le scelte di Pechino influiranno sicuramente sugli investimenti stranieri del settore già presenti ma soprattutto sui nuovi investimenti e sulle joint ventures.

Già a partire dal 1994 la Cina ha iniziato ad incentivare l’ingresso di investimenti esteri nella produzione del settore automobilistico esclusivamente attraverso joint venture con partecipazioni al 50% di aziende cinesi. Questa scelta era dettata dalla scarsa tecnologia e capacità competitive cinesi nel settore automotive, che rimaneva particolarmente arretrato per il mercato interno e ovviamente ancora meno pronto per l’esportazione. Le aziende straniere, in particolare quelle tedesche, hanno colto al balzo l’occasione aprendo degli stabilimenti produttivi nella Repubblica Popolare Cinese, non solo per il costo della manodopera inferiore ma perché il mercato cinese era praticamente libero da competitor e perché rappresentava un hub perfetto per le nuove esportazioni verso l’estremo oriente e il sud est asiatico.

Nel 2018 la Cina ha ampliato la partecipazione delle società straniere nelle joint venture automobilistiche, portando la percentuale dal 50% al 70%. La prima a coglierne le potenzialità allettanti è stata BMW che con la partner cinese Brilliance ha iniziato ad ampliare l’offerta di modelli sul mercato cinese lanciando la produzione e commercializzazione locale del nuovo suv elettrico iXe.

Negli ultimi anni si è fortemente sviluppato il mercato delle automobili elettriche, a discapito di un calo del 4.8% delle vendite di automobili in generale. Esploso a partire dal 2019, questo fenomeno ha continuato la sua crescita nel 2020 e 2021 anche durante la pandemia da Covid-19. Nonostante la stretta sugli incentivi all’acquisto di veicoli elettrificati del 30%, il governo cinese punta a raggiungere l’obiettivo del 20% delle vendite del settore automotive rappresentato da automobili elettriche e ad idrogeno con fuel cell.

Le vendite dei veicoli elettriche si confermano essere di modelli di fascia medio-alta e di lusso. La classifica vede dominante la joint venture SAIC-GM-Wuling che registra la maggior parte delle vendite grazie al modello Wuling Hongguang Mini EV. I modelli seguenti più venduti sono entrambi di Tesla: Model 3 e Model Y dall’elevata tecnologia e dallo stile estetico abbastanza sportivo. La stessa Tesla, accompagnata da General Motors, Toyota e Volkswagen, ha iniziato ad investire massivamente nella produzione locale di modelli di automobili elettriche. A seguire, tra i modelli di veicoli elettrici più venduti in Cina ci sono due brand cinesi che propongono degli stili e delle tecnologie degne rivali delle Tesla e che hanno anche prezzi in linea con la casa automobilistica di Elon Musk: la BYD Han EV e la GAC Aion S, le cui case automobilistiche hanno sede rispettivamente a Shenzhen e Canton. Volkswagen, invece, ancora non possiede alcun modello che si classifichi tra i più venduti in Cina.

Dal 1° gennaio 2022 è entrata in vigore una nuova normativa che, sicuramente, permetterà maggiori investimenti da parte delle case automobilistiche straniere nel mercato cinese, ma probabilmente imprimerà un colpo d’acceleratore anche ai produttori cinesi: si tratta dell’eliminazione completa di tutte le restrizioni che precedentemente riguardavano la proprietà straniera di case automobilistiche nel Paese. Infatti, non sarà più obbligatorio per le aziende straniere del settore automotive operare sul mercato locale solo tramite joint venture, ma potranno acquisire la piena proprietà d’impresa.

D’altro canto le parti cinesi hanno ormai acquisito sufficiente know how e capacità per instaurare una nuova azienda automotive completamente di proprietà cinese ed in grado di competere con le concorrenti straniere. Ci sono già infatti casi esemplari di nuove startup di automobili elettriche di proprietà cinese che hanno riscosso sul territorio un buon successo come NIO Inc. (ha sede a Shanghai e produce veicoli elettrici al 100%), che già a giugno nel 2021 registrava un incremento delle vendite rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente del 116%. Non è l’unica però: infatti altri modelli di veicoli elettrici o ibridi cinesi stanno aumentando vertiginosamente le loro vendite, ne sono esempio Li Auto con il Suv One, Xpeng Motors, Hozon Leap Motor.

La sfida è dunque ufficialmente aperta per entrambe le parti, straniere e cinesi, in quanto ormai avranno quasi le stesse possibilità di conquista del mercato. Resta da vedere se questo contribuirà ad una crescita equa da entrambe le parti o se la parte cinese sovrasterà quella straniera, in particolare per quanto riguarda l’avanguardia delle tecnologie elettriche ed ibride che ormai stanno spopolando il tutto mondo.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Ambra Quadri, redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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