SIMEST rafforza il sostegno alle imprese italiane che investono in innovazione, sostenibilità e internazionalizzazione. Con l’aggiornamento della Circolare Fondo 394/81 – “Transizione Digitale o Ecologica”, operativo dal 25 maggio 2026, arrivano nuove opportunità per PMI e grandi imprese che vogliono crescere sui mercati esteri, investire negli Stati Uniti o affrontare l’aumento dei costi energetici.

Le novità introdotte ampliano in modo significativo l’accesso ai finanziamenti agevolati SIMEST, incrementano le quote di contributo a fondo perduto e introducono condizioni ancora più favorevoli per le imprese energivore, per chi investe negli USA e per le aziende colpite dagli eventi meteorologici straordinari.

Per molte imprese italiane si tratta di una misura strategica per finanziare investimenti in digitalizzazione, efficientamento energetico, industria 4.0 e rafforzamento patrimoniale.

Cos’è il Fondo 394/81 SIMEST

Il Fondo 394/81 è lo strumento agevolativo gestito da SIMEST per sostenere l’internazionalizzazione delle imprese italiane attraverso finanziamenti a tasso agevolato e quote di cofinanziamento a fondo perduto.

L’obiettivo della misura “Transizione Digitale o Ecologica” è finanziare programmi di investimento finalizzati a:

  • innovazione digitale;
  • transizione ecologica;
  • sostenibilità energetica;
  • rafforzamento patrimoniale;
  • crescita della competitività internazionale.

La misura è destinata sia alle PMI che alle Mid Cap e grandi imprese con sede operativa in Italia.

Le principali novità introdotte nel 2026

L’aggiornamento 2026 introduce una serie di agevolazioni particolarmente interessanti per le imprese italiane impegnate sui mercati internazionali.

  1. Più spazio agli investimenti patrimoniali

Una delle novità più importanti riguarda la possibilità di utilizzare una quota maggiore delle risorse per il rafforzamento patrimoniale dell’impresa e delle controllate estere.

In particolare:

  • fino all’80% dell’intervento agevolativo per imprese con interessi negli Stati Uniti o nei Balcani Occidentali;
  • fino al 90% per imprese energivore o per aziende che rientrano nella nuova misura “Energia per la Competitività Internazionale”.

Le imprese potranno utilizzare tali risorse anche per:

  • aumenti di capitale delle controllate;
  • finanziamenti soci;
  • investimenti produttivi all’estero;
  • consolidamento della presenza internazionale.

Fondo perduto fino al 30%

Uno degli aspetti più interessanti della misura SIMEST resta la quota di cofinanziamento a fondo perduto.

Nel 2026 sono previste agevolazioni ancora più vantaggiose:

Fondo perduto fino al 20%

Per:

  • imprese energivore;
  • imprese che hanno avviato percorsi di efficientamento energetico;
  • aziende che rientrano nella misura “Energia per la Competitività Internazionale”.

Fondo perduto fino al 30% per PMI

Le PMI che rientrano nella misura energia possono ottenere fino al 30% a fondo perduto, entro il limite massimo di 200.000 euro.

Finanziamenti agevolati per investimenti negli Stati Uniti

Grande attenzione anche al mercato americano.

Le imprese italiane con interessi negli USA possono accedere a condizioni particolarmente favorevoli se:

  • esportano negli Stati Uniti;
  • hanno una sede commerciale o produttiva negli USA;
  • intendono realizzare investimenti diretti sul mercato americano.

Tra i vantaggi:

  • quota maggiore di investimenti patrimoniali ammissibili;
  • anticipo del 50% dell’intervento;
  • estensione del piano di rimborso;
  • accesso al fondo perduto.

Si tratta di una misura particolarmente interessante per le aziende italiane che vogliono presidiare il mercato statunitense in modo stabile, soprattutto in una fase di crescente complessità geopolitica e commerciale.

Quali spese finanzia SIMEST

La misura copre un’ampia gamma di investimenti.

Spese per transizione digitale

Sono finanziabili:

  • software e tecnologie digitali;
  • cybersecurity;
  • cloud computing;
  • big data;
  • automazione industriale;
  • sistemi Industria 4.0;
  • blockchain;
  • consulenze digitali;
  • certificazioni digitali.

Spese per transizione ecologica

Tra gli investimenti ammessi:

  • efficientamento energetico;
  • riduzione consumi;
  • sostenibilità ambientale;
  • investimenti ESG;
  • certificazioni ambientali;
  • diagnosi energetiche.

Rafforzamento patrimoniale

Le imprese possono inoltre finanziare:

  • immobilizzazioni materiali e immateriali;
  • aumenti di capitale delle controllate;
  • finanziamenti soci;
  • investimenti strategici legati all’internazionalizzazione.

Importi finanziabili

Gli importi massimi previsti dalla misura sono:

  • fino a 500.000 euro per micro imprese;
  • fino a 2,5 milioni di euro per PMI;
  • fino a 5 milioni di euro per grandi imprese.

L’importo finanziabile può arrivare fino al 35% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci.

Tasso agevolato e durata

Il finanziamento SIMEST prevede condizioni molto vantaggiose:

  • tasso agevolato pari al 10%, 50% o 80% del tasso di riferimento UE;
  • durata ordinaria di 6 anni;
  • 2 anni di preammortamento;
  • possibilità di estensione del rimborso fino a 8 anni per alcune categorie di imprese.

Per molte aziende il costo finanziario risulta estremamente competitivo rispetto al credito ordinario bancario.

Chi può accedere

Possono presentare domanda:

  • PMI;
  • micro imprese;
  • start up innovative;
  • PMI innovative;
  • grandi imprese.

È necessario:

  • avere almeno due bilanci depositati;
  • sede operativa in Italia;
  • una quota export minima;
  • regolarità contributiva;
  • conformità ambientale;
  • polizza catastrofale obbligatoria.

Perché le imprese devono muoversi subito

Le misure SIMEST rappresentano oggi uno degli strumenti più efficaci per finanziare progetti di crescita internazionale con condizioni fortemente agevolate.

Tuttavia:

  • le risorse sono limitate;
  • le domande vengono valutate in ordine cronologico;
  • la preparazione tecnica della pratica è fondamentale per massimizzare le probabilità di approvazione.

Inoltre, la corretta impostazione del progetto consente di:

  • aumentare la quota di fondo perduto;
  • ridurre le garanzie richieste;
  • ottimizzare il piano di investimento;
  • evitare criticità in fase di rendicontazione.

Con le nuove opportunità introdotte nel 2026, il Fondo 394/81 si conferma uno degli strumenti più interessanti per sostenere la competitività delle imprese italiane sui mercati internazionali. Perchè non approfittarne?

 

Fonte: a cura della Redazione di Exportiamo, a.gambino@exportiamo.it  -  Autore Alessio Gambino

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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