Troppe restrizioni per l'Italia

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06 Maggio 2014
Categoria: Dogane e Supply Chain
Paese:  Italia Germania Francia Spagna Turchia Singapore Indonesia Malesia Hong Kong Taiwan Cile Brasile Cina Qatar

È stato pubblicato dal World Economic Forum (WEF)* un Report che analizza le diverse economie mondiali classificandole in base alla loro capacità di facilitare gli scambi commerciali. Stiamo parlando del Global Enabling Trade Report. Purtroppo le notizie per l’Italia non sono positive. Ma vediamo con ordine di cosa si tratta.

Notevoli passi in avanti sono stati compiuti grazie al così detto “Bali Package” - Pacchetto di Bali adottato nel dicembre 2013 dai 159 membri del WTO – World Trade Organization. Il pacchetto contiene oltre a una serie di misure atte a snellire il commercio, anche il Trade Facilitation Agreement  che include disposizioni per l’adozione di procedure doganali più efficienti e veloci, attraverso una effettiva cooperazione commerciale. Il Global Enabling Trade Report si inserisce in tale ottica, come strumento a disposizione della comunità internazionale per monitorare i progressi effettuati nell’implementazione di tali misure. Non parliamo solo delle classiche misure di accesso al mercato come le barriere tariffarie e non, ma anche di altre che agevolano in maniera pratica il commercio. In particolare 138 sono le economie prese in considerazione in quattro aree critiche: l’accesso al mercato, inteso come quantità di dazi in entrata; il livello di burocrazia nelle procedure doganali; le infrastrutture portuali e stradali per il trasporto delle merci; l’ambiente regolatorio e commerciale. Queste aree formano la struttura dell’ETI – Enabling Trade Index. Ciascuna area é poi suddivisa in pilastri i quali, a loro volta, sono composti da più indicatori che nel complesso formano l’indice finale. In totale i 56 indicatori che compongono il dataset sono di volta in volta aggiornati e sono desunti da diverse fonti, tutte organizzazioni internazionali come The World Bank, il WTO, l’UNCTAD. L’indice così ottenuto, sul grado di apertura al commercio globale, aiuta le economie integrate in catene globali del valore e le imprese ad intraprendere le giuste decisioni per effettuare i loro investimenti.

Per il 2014, osserviamo dalla tabella 1 i primi 10 Paesi in classifica e nella tabella 2 gli ultimi 10. 

Tabella 1: primi 10 Paesi                           Tabella 2: ultimi 10 Paesi

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Fonte: rielaborazione a cura di Exportiamo su dati da The Global Enabling Trade Report 2014, WEF

In questa classificazione l’Italia si colloca solo al 47° posto, dietro alla Turchia e qualche posizione più avanti rispetto alla Cina, ma in pratica lontanissimi da Paesi quali la Gran Bretagna, che occupa il posto e la Germania, il 10°. A penalizzare l’Italia é in particolare l’accesso al mercato del credito, in tale sub ranking occupiamo infatti il 111° posto. Secondo il WEF negli ultimi anni l’Italia ha fallito nel suo tentativo di voler modificare il settore bancario e finanziario. Non solo, anche le troppo burocratizzate procedure doganali ci costringono a inevitabili scivoloni in graduatoria, superati anche dalla Turchia. E che dire dei servizi ICT e dei trasporti portuali e aeroportuali? 45esima nel primo caso, 34esima nel secondo, fanno meglio di noi non solo Francia e Germania ma anche la Spagna. Insomma da tali classifiche non si direbbe eppure occupiamo ancora il 10° posto al mondo per scambi commerciali e siamo il 2° Paese manifatturiero più grande in Europa.  Tra i 138 Paesi considerati vediamo ora, nella tabella 3, i primi 10 emergenti quali posizioni occupano.

Tabella 3: I Paesi emergenti

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Fonte: rielaborazione a cura di Exportiamo su dati da The Global Enabling Trade Report 2014, WEF

Questi Paesi presentano tutti un notevole grado di apertura al commercio estero, efficienti infrastrutture e una burocrazia piuttosto snella e funzionale. Il Cile, il primo Paese emergente che incontriamo nella classifica all’8° posto, possiede una tariffa doganale media del 3.5%, la più bassa al mondo. Alcune delle economie in questione sono localizzate in Asia, in particolare il Sud Est Asiatico appare non solo dinamico ma anche in grado di offrire ottimi hub logistici e commerciali. Non dimentichiamo, infatti, che dell’area fanno parte anche Singapore e Hong Kong mercati altamente attrattivi, classificati rispettivamente primo e secondo nel ranking globale.

Infine, non può non sorprenderci l’assenza dei BRIC, che occupano posizioni più basse, penalizzati come ormai risaputo dagli alti dazi in entrata.

Per il download del report, clicca QUI.

 

Fonte: rielaborazione dati da The Global Enabling Trade Report 2014, WEF

 

* Il World Economic Forum (WEF) é un’istituzione internazionale il cui scopo é migliorare le condizioni del mondo attraverso la cooperazione pubblico-privata. Essendo indipendente, imparziale e non legata ad alcun tipo di interesse, collabora con tutte le maggiori organizzazioni internazionali. Sin dal 2008 pubblica il Global Enabling Trade Report, inizialmente su base annuale, dal 2010 su base biennale. 

** Lo score ottenuto attraverso una media aritmetica dei diversi indicatori va da 1 a 7, dove 7 indica il miglior risultato ottenuto nelle diverse categorie.

 

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