Oklahoma, la "terra dei nativi" è business-friendly

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11 Aprile 2016
Categoria: Focus Paese
Paese:  USA

L’Oklahoma è il XVIII^ stato più popoloso (quasi 4 milioni di abitanti), il XX^ per ampiezza della superficie ed il XXXVII^ per ricchezza pro-capite (stimata in $ 46,298 nel 2015) degli Stati Uniti d’America.

L’Oklahoma diventò a tutti gli effetti il 46^ Stato federato solo nel 1907, quando l’allora Oklahoma Territory - istituito il 2 maggio 1890 - smise di esistere per lasciar posto alla nuova entità statale situata a nord del Texas.

Il nome deriva dalle parole “Choctaw okla e humma” la cui traduzione letterale è “persona rossa” dal momento che esso comprendeva anche una porzione del cosiddetto Indian Territory, in cui risiedevano i nativi americani; lo stato è anche comunemente conosciuto con il soprannome di The Sooner State.

I suoi abitanti risiedono in buona parte nella capitale, Oklahoma City (circa 550.000 persone che arrivano a 1,3 milioni se si considera tutta l’area metropolitana), l’unica capitale degli States a condividere il suo nome con quello dello Stato di appartenenza.

I principali centri economici sono Oklahoma City e Tulsa anche perché circa il 60% della popolazione vive in queste due aree metropolitane.

Il clima è di tipo subtropicale umido nel Sud-Est e continentale nell’Ovest dello Stato: le temperature estive sono diffusamente elevate, mentre gli inverni sono generalmente miti anche se, durante la stagione estiva, si verificano spesso temporali di grande intensità capaci di generare tornado (storm chasers) altamente distruttivi.

Lo Stato è posizionato al centro-sud degli Stati Uniti ed è facilmente raggiungibile via terra, acqua e aria.

Le principali arterie autostradali degli States sono in grado di collegare l’Oklahoma in meno di 24 ore con tutti gli Stati americani e la lunghezza della rete ferroviaria statale è di oltre 3.850 miglia. Lo stato è sede inoltre di tre porti situati nell’entroterra del territorio che raggiungono 20 Stati della Federazione e fra questi va menzionato il porto di Catoosa, uno dei più grandi ed importanti porti interni degli USA che - insieme al porto di Muskogee - costituisce una zona molto prolifica per il commercio estero. Lo stato dispone poi di due aeroporti internazionali (Oklahoma City e Tulsa) che sono entrambi designati come Free Trade Zones (FTZ).

Le foreste ricoprono il 17% del territorio e per questa ragione il legname - utilizzato nel settore edilizio, nella produzione di carta e come combustibile - costituisce un’importante attività di business per l’Oklahoma soprannominato infatti anche “The short grass state” per le ampie zone dominate da lunghe distesa di erba di cui dispone.

L’economia dello stato si basa su diverse attività economiche. I servizi professionali che insieme ai servizi sanitari ed alle attività finanziarie nel 2015 hanno generato quasi 1/3 della ricchezza dello Stato. L’attività estrattiva si sviluppa in ragione della presenza di amplissimi giacimenti di Oil&Gas e il settore minerario contribuisce per il 12,5% alla formazione del PIL dello stato.

Tra le attività manifatturiere - circa il 10% del PIL - si evidenzia un’efficiente produzione di apparecchiature industriali, materiale per il trasporto e attrezzature elettroniche mentre l’allevamento e la produzione di carne e la produzione agricola - di cui i principali prodotti sono cotone, arachidi, soia, grano, ortaggi, sorgo, fieno e frumento - per quanto floridi, producono invece una percentuale di poco superiore all’1% del PIL.

L’andamento al ribasso del prezzo del petrolio - in particolare dall’inizio del 2015 - ha danneggiato l’economia nazionale producendo degli effetti negativi - seppur limitati - sul tasso di disoccupazione statale che è leggermente cresciuto (+0,2%) a dicembre 2015 rispetto all’anno precedente, attestandosi comunque al 4,1% e dunque al di sotto della media nazionale fissata al 4,9%.

Ed è proprio nel campo dell’energia che potrebbero schiudersi nuove opportunità per le nostre imprese italiane come dimostra l’attività svolta da Enel che ha recentemente completato sul territorio di “The short grass state” il quinto parco eolico dalla sua entrata - nel 2012 - nel mercato dello Stato americano.

L’ultimo investimento effettuato è stato di circa 310 milioni di dollari e sarà in grado di produrre circa 860 milioni di kWh all’anno, equivalenti al fabbisogno di consumo annuale di oltre 73 mila famiglie americane, evitando l’emissione in atmosfera di circa 450 mila tonnellate di CO2 ogni anno.

Quello di Enel è solo un esempio ma anche realtà più piccole e con risorse più limitate come le nostre PMI sono certamente in grado di valorizzare i punti di forza che il “brand Italia” ha sul consumatore americano per intraprendere delle redditizie attività di business in Oklahoma.

Non c’è dubbio che fra questi figurino lusso, qualità e status symbol ovvero alcuni dei motivi più comuni che guidano l’acquisto di prodotti italiani non solo in Oklahoma ma in tutto il territorio degli Stati Uniti.

Non va dimenticato poi che lo Stato offre un ambiente business-friendly grazie ad un livello di imposizione fiscale competitivo e ad un programma di incentivi aziendali ricco ed innovativo.

Inoltre sussistono altri fattori che rendono lo Stato interessante per gli investitori stranieri o per chi vuole semplicemente esportare i propri prodotti. In effetti l’Oklahoma all’interno della federazione è una delle realtà che offre i costi più bassi per fare business e può vantare costi per l’utilizzo di energia elettrica a fini industriali più bassi del 30% rispetto alla media federale. Più in generale è tra gli stati che offre il costo della vita più basso oltreoceano e - dando uno sguardo al capitale umano - lo stato offre grande disponibilità di lavoratori altamente qualificati, grazie alla proficua collaborazione fra industria e sistema educativo.

Infine la Redazione di Exportiamo consiglia la visione del seguente video promozionale realizzato dall’Oklahoma Department of Commerce:



Fonte: a cura di Exportiamo, di Marco Sabatini, redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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