Maine, risplende di opportunità il gioiello della East Coast

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06 Giugno 2016
Categoria: Focus Paese
Paese:  USA

Il Maine è il 39esimo Stato per estensione, il 44esimo per produzione di ricchezza (poco più di $55 miliardi nel 2015) e geograficamente quello posto più a nord-est dei 50 territori USA. Attorno all’origine del nome dello Stato permane ancora un alone di mistero nonostante l’assemblea legislativa nazionale abbia stabilito, nel 2002, che esso derivi dalla vecchia provincia francese del Maine.

Altre teorie sostengono invece che le persone che popolavano le numerose isole sulla costa dello Stato parlando della terraferma usassero l’espressione Mainland trasformatasi poi, con il passare del tempo, in Maine. Nonostante la posizione geografica, certamente non centrale rispetto al territorio federale esso dispone di una discreta rete infrastrutturale che gli permette una rapida movimentazione di persone e merci. Il Maine può infatti contare su:

- 64 aeroporti pubblici di cui due internazionali (Portland e Bangor);

- 7 porti commerciali fra cui Portland, Searsport e Eastport che sono operativi tutto l’anno e sono fra i più importanti di tutta la East Coast;

- Oltre 6000 miglia di strade ed autostrade ed una rete ferroviaria di circa 1400 miglia;

Lo Stato confina con Canada e New Hampshire oltre ad avere un ampio sbocco sull’Oceano Atlantico, ha una popolazione di circa 1,33 milioni di persone e la sua capitale, Augusta, è una cittadina con meno di 20.000 abitanti.

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“The Pine Tree State” – soprannome che deriva dal white pine che è l’albero nazionale del Maine - dunque non si distingue particolarmente per dimensioni o per capacità di produrre ricchezza ma una delle peculiarità dello Stato è il suo territorio che è montuoso a nord, collinare ad est e a sud e pianeggiante nell’area costiera meridionale. Il Maine è lo Stato dell’Unione ad est del fiume Mississippi più scarsamente popolato ed in effetti il 90% del suo territorio è costituito da foreste, per questa ragione diverse aree dello Stato sono disabitate.

Il clima è di tipo continentale, le precipitazioni sono all’ordine del giorno (anche gli uragani sono frequenti) e le temperature massime con estrema difficoltà arrivano a toccare i 25 gradi. Nel Maine ci sono circa 1600 laghi (il più esteso dei quali è il lago Moosehead) ed esso possiede anche uno straodinario patrimonio naturale che include 5600 km di coste rocciose e migliaia di isolotti.

A livello economico, l’ultima rilevazione del tasso di disoccupazione (3,4%) relativa ad aprile 2016, mostra come lo Stato realizzi in questo momento una performance occupazionale migliore rispetto alle media nazionale che si attesta al 5%.

L’economia del Maine può contare su un settore agricolo prospero (ricca produzione di patate, cereali, ortaggi e frutta), sulla pesca grazie all’abbondanza di aragoste e molluschi e sullo sfruttamento del sottosuolo e delle risorse forestali. Il piccolo Stato del nord-est degli States è inoltre il principale produttore ed esportatore mondiale di blueberries ed uno dei principali produttori a stelle e strisce di sciroppo d’acero.

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Ciò nonostante per lo Stato è necessario completare la transizione che gli consenta di sviluppare competenze in settori più innovativi fra cui biotecnologie, ICT, tecnologie manifatturiere marine ed acquacoltura riuscendo così a diversificare l’economia. Questo processo si sta rendendo possibile grazie ad un’elevata qualità del capitale umano e ad un ottimo sistema educativo, considerato fra i primi 10 di tutto il territorio federale. Su tutti merita una citazione la Maine Maritime Academy, uno dei migliori college negli USA per gli studi in materie ingegneristiche.

Il Maine può anche contare su un notevole punto di forza: un costo del lavoro incredibilmente competitivo (inferiore di circa il 6% rispetto alla media nazionale) ed il più basso nel New England.

Per incoraggiare gli investimenti delle imprese il Maine offre una vasta gamma di assistenza finanziaria e di incentivi fiscali: dal Community Development Block Grant Program (CDBG) che fornisce finanziamenti e supporto a tutti quei progetti che spingono lo sviluppo economico creando nuovi posti di lavoro al Tax Increment Financing programs attraverso il quale i comuni possono utilizzare le entrate derivanti dalle tasse di proprietà per contribuire a finanziare new business activity in specifiche aree geografiche.

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In generale nel Maine esistono molte possibilità di accedere a corposi risparmi fiscali per tutte le imprese che decidono di investire attrezzature, macchinari, tecnologie e risorse umane, specialmente se questi investimenti producono delle ricadute positive a livello occupazionale.

Ad esempio attraverso l’Employment Tax Increment Financing le giovani imprese hanno la possibilità di risparmiare fino all’80% delle tasse sul lavoro sui nuovi assunti per un periodo massimo pari a 10 anni e sfruttando il Technology Tax Credits si possono ottenere significativi crediti d’imposta per investimenti in materia di R&S.

Lo Stato poi può contare anche sulla presenza di quattro zone franche (Foreign Trade Zones - FTZ) che offrono notevoli vantaggi alle imprese esportatrici che guardano con interesse al mercato americano fra cui l’esenzione completa dal pagamento di dazi fino all’introduzione dei prodotti sul libero mercato, tasse zero sulle lavorazioni effettuate sui prodotti all’interno delle FTZ e sulle merci che vengono riesportate. Infine non ci sono limiti di tempo per la permanenza delle merci immagazzinate all’interno delle FTZ.

Per le imprese italiane, nonostante la limitata ampiezza del mercato esistono tuttavia notevoli opportunità in particolare nel settore manifatturiero, sanitario, biofarmaceutico e nell’alta tecnologia.

Agli imprenditori che hanno intenzione di aprire una filiale nel Maine va infine ricordato che anche la qualità della vita per chi vive sul territorio di “The Pine Tree State” è eccellente grazie all’enorme quantità di bellezze naturali, all’efficiente sistema scolastico, ai bassi livelli di inquinamento e di criminalità ed ai contenuti prezzi del mercato immobiliare.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Marco Sabatini, redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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