Boston, l’«Hub» d’America dal Sapore Europeo

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21 Luglio 2019
Categoria: Expatriamo
Paese:  USA

Capitale dello stato del Massachusetts, Boston è una delle città più antiche degli Stati Uniti ed è la metropoli più grande ed il principale centro commerciale, finanziario e culturale del New England.

La città conta oggi circa 700.000 abitanti ma se si considera l’intera area metropolitana, la “Greater Boston”, si arriva circa a 4,5 milioni di persone.

Situata in un magnifico porto naturale dell’oceano Atlantico, alla foce del fiume Charles nella baia che prende il nome dallo Stato (Massachusetts Bay), Boston è da sempre un importante centro commerciale, proprio grazie alla sua fortunata posizione qualche centinaio di km a nord rispetto a New York City. Oggi l’espansione della città l’ha portata a includere una serie di ampie penisole collegate fra loro da tunnel sottomarini (una soluzione parecchio in voga nelle grandi metropoli della costa atlantica) e da giganteschi ponti.

Oltre metà della forza lavoro della città è impiegata nei settori governativi, dell’istruzione, della sanità, degli istituti finanziari e bancari, delle compagnie di assicurazione e delle case editrici: proprio l’attività editoriale vanta di fatto una lunga e consolidata tradizione anche perché è a Boston che si concentrano le strutture educative più importanti del Paese.

Non tutti sanno, infatti, che appena fuori città, a Cambridge, si trovano due delle più importanti Università del mondo, Harvard ed il MIT (Massachusetts Institute of Technology), alma mater di diversi scienziati vincitori del Premio Nobel, per cui tutto il territorio gode di rimando di una ricchezza culturale senza eguali.

Oltre a rappresentare una delle zone con la media degli abitanti più ricchi e benestanti di tutto il Paese, è infatti la terza delle città americane, dopo San Francisco e New York, in termini di reddito pro capite e ottava secondo una classifica mondiale in termini di PIL pro capite.

Il risultato è una città vivace, vibrante con una forte industria dell’innovazione e della tecnologia, sede di numerosi centri di ricerca, con una popolazione molto giovane ed in costante cambiamento. Boston pullula infatti di attività culturali, arti, vita notturna e divertimenti soprattutto per i più giovani, come pub e locali dove ascoltare musica blues, rock e jazz, oppure grandi concerti con ospiti internazionali.

Inoltre, i suoi tanti musei d’arte, di storia naturale, di archeologia non sfigurano al cospetto dei grandi musei europei, ma non solo: Boston è una città molto europea anche nello stile di vita e nell’architettura.

D’altronde Boston è un pezzo di Inghilterra nel cuore degli States, un ponte tra due culture e due continenti. È da qui infatti che hanno avuto inizio processi che hanno successivamente influenzato la politica e la cultura a stelle e strisce, come lo sbarco dei Pellegrini del Mayflower nella vicina Plymouth, che segnò l’avvento degli Inglesi nel continente americano (ed è per questo motivo che i suoi abitanti la chiamano affettuosamente “The Hub”, ovvero il centro di tutto).
Ma è sempre a Boston che Il 16 Dicembre 1773 alcune navi inglesi cariche di tè, ancorate nel porto della città, furono assalite dagli allora coloni americani e il loro carico buttato in mare: la tradizione vuole che questo episodio, il famoso “Tea Party”, rappresenti l’inizio spontaneo della Rivoluzione Americana.

Proprio per questa sua duplice anima europea ed americana al tempo stesso, la città è una perfetta miscela di antico e moderno: romantici vicoli di ciottoli con case di mattoni rossi, vicoli stretti e birrerie agli angoli delle strade, viali alberati, edifici storici, chiese, caffè sulla strada e spaziosi parchi ne tracciano il profilo armonizzandosi ai centri commerciali e alle torri di specchi che delineano il suo affascinate skyline.

Peraltro, per i turisti, è abbastanza facile visitare la città visto che è stato creato un percorso molto intelligente chiamato The Freedom Trail, riconoscibile perché sui marciapiedi e sulle strade è segnata una linea rossa che indica l’itinerario che prevede la visita dei luoghi storici della città.

Inoltre, la rete di trasporti di Boston, costituita dal più antico sistema di metropolitana del Paese, unita ad autobus, tram, traghetti portuali e treni pendolari è una delle più efficienti di tutti gli States.

Per tutte queste ragioni, nonostante il costo della vita sia uno dei più alti negli States, la città è in cima alle liste dei luoghi più vivibili al mondo ed ecco perché ha accolto negli anni una sempre più grande comunità anche di italiani.

Secondo l’Aire (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero), gli italiani residenti a Boston nel 2017 erano 19.566, ma la presenza di nostri connazionali in questa città non è una novità, anzi è molto consolidata, tant’è che è proprio nel quartiere bostoniano di North End che si trova la “Little Italy” forse meglio custodita degli Stati Uniti, dove si respira italianità in ogni angolo. A partire dalle scritte dei negozi - salumeria italiana, panetteria - passando per le vetrine nelle quali spiccano bandiere tricolori, foto di Sofia Loren, modellini di auto Ferrari, fino ai ristoranti, quasi duecento, che ripropongono la cucina Made in Italy. Il clou è il caratteristico vicolo dei Santi che onora tutti i venerabili celebrati nel nostro Belpaese. Il tutto mescolato a bandierine americane, alle miniature delle statue dei Santi, in un misto di sacro e profano. Oggigiorno la presenza degli italo-americani nel North End si è molto ridotta; l’italiano rimane però la lingua franca parlata in un quartiere vivace, colorato e chiassoso come una città italiana, in cui si possono notare volti che richiamano alla mente i nostri volti, gesti e tradizioni che sono i nostri. In cui si festeggia per la vittoria dell’Italia ai mondiali di calcio. In cui il Columbus Day è occasione di orgoglio. In cui trionfa la cucina italiana.

Colta e raffinata, con un ricco passato storico, fulcro della vita artistica ma anche intellettuale e con un elevato standard di vita, Boston è in definitiva una di quelle città in cui tutti vorrebbero vivere, o che almeno vorrebbero visitare!

Fonte: a cura di Exportiamo, di Miriam Castelli, redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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